lunedì, 27 febbraio 2012

Le proposte del PD per la riforma del mercato del lavoro.

http://www.prospettivelivornesi.it/

Per l’occupazione giovanile e femminile

Contributo del PD al confronto tra forze sociali e governo sul tema del Lavoro.

27 gennaio 2012

 

Contributo del PD al confronto tra forze sociali e governo sul tema del Lavoro, in coerenza con le proposte approvate dall’Assemblea Nazionale del PD del maggio 2010 e dalla Conferenza per il Lavoro di Giugno 2011.

 

Il cambiamento della politica macroeconomica nell’area euro per uno sviluppo sostenibile è condizione necessaria per aumentare l’occupazione e contrastare la precarietà, in particolare giovanile e femminile.

 

A complemento di tale strategia, in Italia si possono prevedere alcuni interventi specifici per il mercato del lavoro:

 

1  la definizione di un contratto per l’ingresso dei giovani e per il reingresso dei lavoratori e delle lavoratrici deboli al lavoro stabile (sostituisce il “contratto di apprendistato professionalizzante”, il “contratto di apprendistato di alta qualificazione” ed il “contratto di inserimento”). Uno strumento di inserimento e reinserimento formativo caratterizzato da una durata da 6 mesi a tre anni definita dalla contrattazione collettiva, livello contributivo inferiore a quanto in vigore per i “contratti atipici”, retribuzione crescente fino ai livelli delle qualifiche corrispondenti previsti nel contratto collettivo nazionale di riferimento, agevolazioni contributive per il triennio successivo alla trasformazione in contratto a tempo indeterminato secondo le regole vigenti (incluso art. 18 dello Statuto dei Lavoratori). Durante la fase iniziale, il licenziamento prevede una compensazione monetaria crescente in riferimento alla durata del rapporto di lavoro;

 

2  la drastica riduzione delle forme contrattuali precarie (contratto di collaborazione coordinata e continuativa, contratto a progetto limitato alle alte qualifiche, associazione in partecipazione, rapporti a partita Iva in mono-committenza o a committenza prevalente, ecc), la limitazione per ogni impresa dell’utilizzo dei contratti a tempo determinato (in riferimento a quote e causali) e l’eliminazione dei vantaggi di costo delle forme contrattuali flessibili residue;

 

3  nel quadro di una complessiva riforma degli ammortizzatori sociali, ad esempio secondo le linee della legge delega del 2007 condivisa da tutte le parti sociali, un’indennità di disoccupazione universale e tutele fondamentali (malattia, infortunio, ferie, congedi parentali, sostegno ai carichi familiari) ridefinite ed estese a tutte le tipologie di lavoro, dipendente, autonomo;

 

4  una retribuzione o compenso minimo orario, determinato in relazione ai minimi dei contratti nazionali di riferimento per i rapporti di lavoro fuori dal contratto nazionale;

 

5  in particolare, per l’occupazione femminile, il potenziamento dei servizi pubblici per conciliare lavoro e maternità ed un significativo aumento della detrazione fiscale per le mamme che lavorano; il ripristino delle norme di contrasto alle “dimissioni in bianco” e l’universalizzazione dell’indennità di maternità.

 

6   Le politiche attive per il lavoro e la riforma dei servizi per l’impiego, al fine di costruire sinergie tra intervento pubblico e privato, profit e non profit, e della formazione professionale e della formazione continua.

 

7   La defiscalizzazione per i primi tre anni di attività delle imprese avviate da giovani.

 

8   La regolazione e la remunerazione degli stage.

 

9   La riforma del processo del lavoro.

 

10 L’introduzione di uno Statuto per i lavoratori autonomi ed i professionisti.

 

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giovedì, 23 febbraio 2012

Senza accordo sulla Riforma del Lavoro il sì del PD non è scontato.

Pier Luigi Bersani intervistato da Bianca Berlinguer al TG 3, parla di lavoro, accordo sindacale, Governo Monti, articolo 18, proposte del PD, comunali a Palermo.

21 febbraio 2012

 

"Dice bene il ministro Fornero: il Partito Democratico appoggerà una buona riforma. Naturalmente la valuteremo confrontandola con le nostre proposte. Quel che ci vuole è un buon accordo perché i mesi difficili che abbiamo davanti devono essere affrontati con il cambiamento, con l'innovazione e con la coesione sociale". Lo afferma in una nota il segretario nazionale del PD Pier Luigi Bersani.

 

"Non è scontato il sì del PD alla Riforma del Lavoro da parte del governo". Lo ha detto il Segretario Pier Luigi Bersani al Tg3, intervistato da Bianca Berlinguer. "Se malauguratamente non ci fosse l'accordo tra Sindacati e Governo, valuteremo l'esito sulla base delle nostre proposte, che si occupano di precarietà, degli ammortizzatori sociali, del lavoro femminile. Non parlano di articolo 18 perchè per noi il problema non è l'uscita dal lavoro ma l'entrata. Vogliamo vedere prima - ha chiarito - il tema è delicato".

 

Bersani inoltre ha aggiunto di non essere d'accordo sul fatto "che si chiuda la riforma del mercato del lavoro senza un'intesa. Oggi è importante tanto la riforma quanto la coesione. Siamo davanti a un paio d'anni - mi auguro solo un paio - di recessione, c'è bisogno di fare una scommessa assieme e immagino che il governo sia impegnato a trovare questo accordo".

 

A proposito delle parole espresse oggi da Emma Marcegaglia sui Sindacati, il Segretario ha detto: "Se conosco un po' Emma Marcegaglia si pentirà della battuta sui "ladri" e i "fannulloni" difesi dai Sindacati, perchè non credo che pensi che il problema sia quello di proteggere ladri e fannulloni. Nessuno li difende. Dopodiché - ha sottolineato Bersani - si può discutere di una manutenzione dell'Articolo 18 perché, se ci vogliono sei anni per una causa, in sei anni può imboscarsi anche un fannullone. Ma il tema oggi è dare un po' di lavoro e darlo meno precario. Quanto all'articolo 18, fissa un principio di civiltà garantito negli anche negli altri paesi europei. Non è vero che è una nostra caratteristica. Cerchiamo piuttosto di intervenire per rendere più gestibile questo diritto".

 

Alla domanda della giornalista se il PD stia con Monti o contro, Bersani ha risposto: "Monti non viene dopo i partiti, Monti viene dopo Berlusconi. Per averlo è stato necessario che andasse a casa Berlusconi e che arrivassimo noi con generosità a sostenere una fase d'emergenza e di transizione. Dopo di che - ha spiegato il leader del PD - la democrazia respira con due polmoni".

 

Il riferimento è alle prossime elezioni politiche. "Voglio predisporre il mio partito - ha detto Bersani- a un'alternativa non a Monti ma alla destra. Monti e i suoi ministri potranno decidere con che polmoni respirare".

 

Al termine dell'intervista, Bersani ha risposto a delle futili polemiche secondo le quali l'alleanza per le amministrative di Palermo ripropone la foto di Vasto. "Di questi commenti non so cosa farmene. Si capirà prima o poi che il PD alle prossime elezioni locali non ha l'idea di fare dei 'Cencelli', di mettere le mani del partito sull'amministrazione, ma ha l'idea di far concorrere risorse civiche. Per questo abbiamo candidato Rita Borsellino a Palermo. Le primarie decideranno, non c'è in gioco Bersani, c'è in gioco Palermo. Io credo che un PD che si apre al concorso della società civile sia un partito che ha visto chiaro. La politica deve conoscere il suo ruolo ma anche il suo limite".

18:51 Scritto da: prospliv | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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