martedì, 08 maggio 2012

Centrosinistra avanti. Tsunami per il centrodestra.

Amministrative 2012. Il centrodestra è in caduta libera, cresce il voto di protesta, il centrosinistra è avanti in molte città. Da 18 a 8 per il centrodestra, il risultato è stato completamente ribaltato.

 

Centrosinistra avanti.doc

 

 

 

 

Sintesi della conferenza stampa di Pier Luigi Bersani di analisi del voto.

“Si sentono commenti singolari sulle elezioni. Ma se si leggono i dati, si vede chiaramente che:

a) c'è stato un nettissimo rafforzamento del PD e del centrosinistra in tante città italiane;

b) c'è stato uno tsunami del centrodestra;

c) c'è stata una avanzata del movimento di Grillo.

 Questi sono i dati della realtà.

Non esiste nessun indistinto dove tutti hanno perso. Per favore no. Se le elezioni ci danno un risultato così tutte le volte saremmo sempre a fare festa. Nei 26 comuni capoluogo al voto, da 18 per il centrodestra a 8 del centrosinistra, il dato è completamente ribaltato. Il centrosinistra e il PD sono avanti in 17 comuni (18 se si include Palermo) e il centrodestra nei restanti 8 comuni. E non parliamo dei dati relativi ai comuni sopra i 15mila che sono clamorosi.

Vediamo benissimo elementi di disagio e frammentazione che vengono fuori da queste elezioni ma vediamo che c'è anche un presidio e un sostegno a proposte nuove di governo. Siamo pronti per i ballottaggi e li affrontiamo con grande fiducia e consapevolezza di essere la forza che avrà la più grande responsabilità di governo nelle città.

Dati alla mano, sentiamo di essere stati compresi sia per i risultati dei candidati, sia per il risultato del PD. Questi risultati rappresentano un ulteriore stimolo per rafforzare la nostra posizione.

Non si può dire che tutti hanno perso. Se tutti perdono non c'è la strada per il paese. Qui la strada c'è. Se tutti avessero perso, non so se il giorno dopo potremo avere il governo Monti. Ma non è così. E per quanto ci riguarda, il governo ha solo da ascoltarci un po' di più. La nostra lealtà non viene meno, ma bisogna che ci ascoltino un po' di più. Se lo avessero fatto, il bilancio sarebbe migliore.

I nostri elettori hanno compreso la scelta di sostenere il governo Monti e quindi noi interpretiamo il voto come uno stimolo per rafforzare la nostra posizione magari sottolineando che l'azione di governo va rivolta alla situazione sociale. Ma la questione degli esodati per noi è irrinunciabile. E va risolta

La situazione che si è manifestata con il voto alle amministrative, da' ragione a chi da tempo, come noi, sostiene il doppio turno di collegio. Spero che il Pdl rifletta su questo punto.

Alfano molto correttamente ha sottolineato la sconfitta del Pdl. Capisco la riflessione non banale ma mi auguro che non ne derivi un danno per il Paese.

Il disagio, la rabbia, l'insofferenza sono il dato di fondo di queste elezioni. Una parte di questa è andata verso il Pd e il centrosinistra. Un'altra parte è andata verso Grillo che si è presentato da solo alle elezioni. Ma io credo che Grillo sarà presente in diversi ballottaggi, e sono sicuro che messi davanti alla scelta di chi governa una città, penso che ci potrà essere un ripensamento di questa prima posizione.

Mi spiace che a Palermo il centrosinistra si sia spaccato. Ma in una situazione in cui la destra, che aveva il 65 per cento dei voti non va al ballottaggio perché è sotto il 12%, è un record storico che meriterebbe un titoletto.

 

 

 

 

 

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sabato, 24 marzo 2012

Il PD è contrario allo smantellamento dell'art. 18 e si batterà in Parlamento per una modifica del disegno di legge governativo sulla riforma del lavoro.

BERSANI: SIAMO CON GLI ITALIANI
Resta critico Pier Luigi Bersani. «Io sono sereno sul fatto che si vorrà ragionare, sennò chiudiamo il Parlamento, ma non so se, in questo caso, i mercati si tranquillizzano. Il Parlamento c'è e quindi ne discuteremo», ha detto il segretario del Pd, durante un incontro con i lavoratori delle riparazioni navali, a margine della seconda assemblea nazionale degli Enti locali, in corso a Genova. «Su tutti i decreti che sono arrivati - ha concluso - il Parlamento è intervenuto, ha sempre modificato qualcosa». Bersani ha ribadito poi la fermezza del suo partito nella volontà di spingere verso il modello tedesco la ridefinizione dell'art. 18.

http://www.prospettivelivornesi.it/

 

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giovedì, 22 marzo 2012

Non possono esservi dubbi: occorre modificare la proposta di riforma del lavoro del Governo Monti. A partire dalla questione dell'art. 18.

http://www.prospettivelivornesi.it/

 

Bersani a Monti: "Pretendo lealtà. Prendere o lasciare? Non ci sto"

Di Simone Collini - L'Unità. 22 marzo 2012

 

Il leader democratico fortemente critico con l'operato del governo, vuole modifiche sui licenziamenti per motivi economici: "Aspettiamo e valuteremo. Il modello tedesco resta l`obiettivo. No a una scelta per decreto: su materie così non esiste in natura".

 

"Ecco un titolo onesto". Pier Luigi Bersani ha davanti la prima pagina del "Sole 24 Ore" indica il titolo d`apertura: "Articolo 18, addio per tutti. No Cgil". E sotto: "La regola generale diventa l`indennizzo".

 

Il leader del PD scuote la testa. "Noi siamo il partito più leale e più coraggioso con il governo Monti, e per questo pretendo lealtà". La notte appena trascorsa è stata tutt`altro che tranquilla. I dubbi su perché l`esecutivo abbia scelto di chiudere sulla riforma del lavoro senza aver trovato un accordo con tutte le parti sociali non sono dissipati dopo una discussione telefonica con il presidente del Consiglio. Anzi.

 

La scorsa settimana, al vertice a Palazzo Chigi con anche Alfano e Casini, Bersani aveva avuto da Monti l`assicurazione che il governo avrebbe ricercato non "una rottura da offrire ai mercati" ma in tutti i modi e fino all`ultimo l`intesa. Così non è stato. E sul tavolo ora c`è un testo fortemente discusso, soprattutto nella parte sull`articolo 18 e i licenziamenti per motivi economici.

 

"È inaccettabile mettermi di fronte a un prendere o lasciare", si sfoga Bersani nei colloqui che ha nel corso della giornata. "Se così fosse si aprirebbe un problema molto serio".

Sarà un caso ma per la prima volta da quando Monti è in carica, il leader del PD non mette in chiaro di fronte ai suoi interlocutori che il suo partito garantirà in ogni caso il sostegno all`esecutivo.

 

"Aspettiamo di sentire il governo, poi valuteremo e diremo la nostra". Una formulazione che in serata, nel corso di "Porta a porta", si modifica di poco. "Monti non può dire al PD prendere o lasciare. Voteremo quando saremo convinti".

 

Il forum Lavoro del PD ieri si è riunito e già si stanno studiando gli emendamenti da presentare in Parlamento. A cominciare da una norma che preveda il ricorso al giudice per decidere tra reintegro o indennizzo non solo per i licenziamenti discriminatori ma anche per quelli giustificati con motivi economici per i quali il governo propone il solo indennizzo.

 

"Noi non siamo per creare problemi, siamo per creare soluzioni", dice Bersani, che in serata in tv annuncia che "il PD si prende l`impegno di correggere la parte sui licenziamenti economici e non accetterà il ricorso al decreto legge non esiste in natura su una materia come questa".

 

MODELLO TEDESCO, NON AMERICANO.

Bersani vede aspetti positivi nella riforma "ma anche cose che vanno cambiate", e punta tutto sul fatto che in Parlamento le norme che di fatto decreterebbero l`addio all`articolo 18 saranno modificate.

 

"La scelta di fondo è tra il modello americano e quello tedesco", fa notare il leader del PD. "Nel testo presentato da Monti e Fornero alle parti sociali si guarda più al di là dell`Atlantico o del Pacifico, ironizzano amaramente al Nazareno facendo notare che si rischia il modello di lavoro cinese. L`addio per tutti al reintegro è una regola non adatta al nostro paese. In Europa il modello migliore è il tedesco".

 

In Germania la decisione è affidata al giudice. Una soluzione che era stata proposta anche dalla Cisl. E quando in Parlamento il PD presenterà emendamenti che puntano al modello tedesco, è il ragionamento che si fa in queste ore al Nazareno, ai voti democratici si aggiungeranno sicuramente quelli dell`Ido e della Lega, in stabile opposizione a Monti, ma anche del Terzo polo, visto che anche Raffaele Bonanni ha detto che "se il Parlamento ci dà una mano a migliorare il compromesso sull`articolo 18 ben venga".

 

La cautela però è d`obbligo, in queste ore. Parlando a piazza Montecitorio di fronte al presidente della Regione, ai sindaci e ai presidenti di Provincia delle zone terremotate delle Marche, Bersani insiste sul fatto che "nell`emergenza così come nella crisi, solo con la solidarietà e la coesione si può andare avanti".

 

Parole tutt`altro che casuali. E risponde così ai giornalisti che gli chiedono un commento sulla riforma del lavoro: "Parlo stasera dell`accordo - dice facendo riferimento alla puntata di "Porta a porta" - se di accordo si può parlare".

 

Un sorriso amaro, che scompare quando poco dopo in Trasatlantico si sfoga con Cesare Damiano: "Chiediamo un passo avanti, deve sparire la distinzione procedurale tra licenziamenti disciplinari ed economici. Lasciamo che sia il giudice a decidere, in entrambi i casi. Se devo concludere la vita dando via libera alla monetizzazione del lavoro, non lo faccio. Per me è una roba inconcepibile".

 

Dice la sera in tv: "Quando non so come decidere mi ispiro a una frase di Berlinguer, essere fedeli agli ideali della propria gioventù. I diritti del lavoro vanno modernizzati, ma devono restare in piedi".

 

Per leggere l'intervista a Stefano fassina clicca qui sotto:

Intervista a Stefano Fassina.pdf

 

 

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mercoledì, 21 marzo 2012

Bersani: "Sulla Riforma del Lavoro dovrà pronunciarsi il Parlamento"

20 marzo 2012.

 

"E’ chiaro che su quel che c’è di buono nell’impostazione del governo e su quel che c’è da migliorare e da correggere, a questo punto dovrà pronunciarsi seriamente il Parlamento", ha dichiarato il Segretario del PD, Pier Luigi Bersani, dopo la riunione del governo con le parti sociali.

 

"Credo che il governo abbia tutti gli elementi per capire le distanze da colmare e trovare i possibili punti di caduta", aveva affermato il Segretario democratico, al termine della riunione di Segreteria del PD sulla trattative in corso, sulla riforma del mercato del lavoro.

 

"Spero che vada bene, che si trovi un punto di sintesi. C'è un messaggio utile per l'Italia e per il mondo ed è che l'Italia sta affrontando le riforme", ha aggiunto.

 

Ha concluso Bersani: "E come sempre nei momenti difficili, l'Italia riesce a costruire la coesione sociale che mette il Paese sulla strada della fiducia per me questo è il messaggio che deve arrivare al mondo".

 

 

Per ascoltare l'intervista a Rosy Bindi clicca qui sotto:

 

http://www.youdem.tv/doc/233029/lavoro-bindi-serve-accord...

 

 

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lunedì, 19 marzo 2012

Francois Hollande: su elezioni in Europa è importante essere uniti, insieme siamo piu' forti ( prima parte del discorso ).

 

 

17 marzo 2012.

 

Prima parte dell'intervento di Francois Hollande durante "Renaissance pour l'Europe", iniziativa dei progressisti europei a sostegno della sua candidatura alla presidenza francese.

 

 

 

 

 

 

 

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D'Alema: noi progressisti vogliamo un'Europa democratica, per la crescita e non per l'austerità.

 

17 marzo 2012

 

Intervento di Massimo D'Alema a "Renaissance pour l'Europe", iniziativa dei progressisti europei a sostegno del candidato alla presidenza francese, Francois Hollande.

 

 

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sabato, 17 marzo 2012

Da Parigi ricomincia il sogno di un’Europa libera, pacifica, giusta

 

Il Segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani ha preso parte all’iniziativa "Un nuovo Rinascimento per l'Europa"organizzata a Parigi dai democratici e dai progressisti europei, per elaborare insieme una nuova visione politica comune, alternativa a quella della destra e segnare il percorso che accompagnerà per i prossimi 18 mesi le campagne elettorali di Francia, Germania e Italia...per leggere tutto clicca qui sotto:

Da Parigi ricomincia il sogno di una svolta..pdf

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lunedì, 12 marzo 2012

E' necessario un effettivo sostegno alla crescita

 

Dichiarazione del Dipartimento nazionale

Economia e Lavoro del Partito Democratico

12 marzo 2012

 

I dati di oggi sulla spesa delle famiglie nel 2011 e sulle retribuzioni, come i dati sulla disoccupazione dei giorni scorsi, non sorprendono. Sono, purtroppo, la conseguenza inevitabile di una linea di politica economica sbagliata che i conservatori tedeschi impongono da tre anni all'area euro.

Non è in discussione la "cultura della stabilità" e la riduzione del debito pubblico. E' in discussione il percorso per raggiungerli. L'area euro e l'Italia sono in un circolo vizioso: economie in recessione, aumento della disoccupazione e continuo aumento dei debiti pubblici.

In tale contesto di finanza pubblica, è illusorio sperare nelle liberalizzazioni e nell'approfondimento del mercato unico come fattori di sviluppo. E' come mettere benzina in un motore ingrippato. E' necessaria un'inversione di rotta nell'area euro da attuare attraverso il sostegno alla spesa per investimenti, misure di correzione delle insostenibili disuguaglianze e l'aumento della domanda interna nei Paesi in attivo di bilancia commerciale. Sono i punti di un'agenda progressista di cui l'Unione europea ha urgente bisogno.

 

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lunedì, 05 marzo 2012

Ai dirigenti della Magneti Marelli e del Gruppo Fiat. Ripristinate la democraia e la libertà di stampa nelle vostre fabbriche.

La Magneti Marelli ha deciso di smantellare dopo cinquant'anni le bacheche con il quotidiano l'Unità. Noi non ci stiamo. Chiediamo che le bacheche vengano rimesse al loro posto perchè sono espressione di una libertà costituzionale dei lavoratori.

Claudio Sardo e i lavoratori de l'Unità

FIRMA L'APPELLO

N.B. Le firme saranno raccolte e pubblicate sul nostro quotidiano, per poi essere inviate a Sergio Marchionne e ai dirigenti della Magneti Marelli.

Per firmare vai al sito web de l'Unità:

http://www.unita.it/firme/magneti_marelli/index.php

 

Messaggio da noi inviato:

3814. Roberto Brilli, Livorno (LIVORNO)   05/03/2012 - 12:47 -- 3814 --

La Costituzione e la democrazia non si possono fermare davanti ai cancelli delle fabbriche; devono entrarvi; anche in FIAT.

 

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sabato, 03 marzo 2012

Rapporto sullo Stato Sociale 2011. Questione giovanile, crisi e Welfare State

Per ascoltare l'audio clicca sopra

( registrazione dal sito di radioradicale )

MATERIALI DI RIFLESSIONE

 

7 Giuno 2011. Presentazione del libro a cura di Felice Roberto Pizzuti in collaborazione con il Dipartimento di Economia e Diritto e del Centro di Ricerca Interuniversitario sullo Stato Sociale

(Ed. Simone).

 

Bisogna cominciare dalle conclusioni per cogliere il senso del Rapporto sullo stato sociale 2011, incentrato su giovani, crisi e welfare e curato dall’economista Felice Roberto Pizzuti, docente di Politica economica all’università Sapienza. L’indagine, annualmente redatta con il sostegno del dipartimento di Economia e diritto della Sapienza e del Criss (Centro di ricerca interdipartimentale sullo stato sociale), fa luce su una situazione sociale al collasso. «Se gli adulti che oggi hanno maggiori responsabilità decisionali avranno la capacità di invertire le tendenze economiche, sociali e politiche sfociate nella crisi globale, la condizione presente e futura delle attuali giovani generazioni di cittadini europei potrà avvantaggiarsene». Pizzuti ha concluso così il suo intervento alla presentazione del Rapporto presso la facoltà di Economia dell’ateneo romano, auspicando un cambiamento di rotta delle politiche governative...

Per leggere l'articolo di Repubblica del 13 Giugno 2011 clicca qui sotto: 

http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/presentazione-rapporto-stato-sociale-2011-previdenza-camusso

 

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giovedì, 23 febbraio 2012

Dopo una fase di pausa riprendiamo i nostri lavori cercando di ristrutturare la nostra rete web.

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martedì, 30 agosto 2011

Manovra, PD: “ Il governo mantiene il patto con gli evasori, ma rompe quello con gli onesti ”.

Intervento sulle pensioni: per l’anzianità non conteranno gli anni di università e del servizio militare riscattati.

30 agosto 2011.

 “La giustizia di Arcore e di Bellerio è dunque la seguente: non si può rompere il patto con gli evasori fiscali e gli esportatori illeciti di capitali, ma lo si può rompere con chi è stato tanto fesso da servire il Paese facendo il militare o da studiare e poi riscattare di tasca propria la laurea. Dopo il patto di Arcore, i conti della manovra del governo tornano ancora di meno e le ingiustizie pesano ancora di più”. Questo il commento del Segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani, dopo il vertice di Arcore fra Pdl e Lega che ha cambiato il decreto sulla Manovra economica, traghettandola in Senato.

La Manovra, secondo l’accordo raggiunto, interverrà principalmente sulle pensioni, per ottenere un risparmio immediato: pagheranno gli uomini nati prima del 1985, che dovranno lavorare da un anno a un anno e mezzo in più per arrivare all'anzianità contributiva necessaria per andare in pensione perché, ai fini dell’anzianità, non vale più il recupero del servizio militare: quel periodo contribuirà al calcolo per l’ammontare dell’assegno pensionistico, ma non entrerà nel calcolo dell’anzianità contributiva richiesta come requisito per lasciare il lavoro; pagheranno anche i laureati che hanno riscattato il periodo di studi con i propri soldi: anche in questo caso gli anni riscattati varranno ai fini del calcolo sull’ammontare della pensione ma non nel calcolo dell’anzianità contributiva necessaria per poter lasciare il lavoro.

Insomma pagheranno sempre e solo i lavoratori onesti, ancora di più se hanno svolto il servizio militare e sono laureati, una beffa!

"Il Vertice di ieri stravolge decreto su cui abbiamo presentato emendamenti, alla faccia, come sempre dei lavori parlamentari", ha dichiarato Anna Finocchiaro, Presidente dei senatori del PD a Radio anch'io."Ma quello che ci preoccupa ancora di più è il merito del decreto – ha aggiunto la Presidente – perché dietro interventi di facciata, figli di un braccio di ferro evidente tra Berlusconi, la Lega e Tremonti, ( con l'evidente vittoria di Berlusconi) si arriva a numeri che non tornano. Come si arriva a quota 45 miliardi nessuno lo sa. E' l'ennesimo compromesso che probabilmente verrà modificato ancora, che non sposta nulla sul piano della crescita, proprio nelle ore in cui il FMI rivedeva al ribasso le già basse stime di crescita del nostro Paese”.

Secondo Finocchiaro “dal vertice di Arcore ne esce una manovra se possibile peggiorata. Anche il reintegro dei tagli agli enti locali non serve ad evitare il taglio di servizi essenziali. E gli interventi sulle pensioni non sono strutturali e non servono a riformare il welfare ma solo a fare cassa. E mentre si cancella il contributo di solidarietà si colpiscono i lavoratori, con una 'tassa sui pensionati'”.

Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, ha voluto ribadire come tutto questo sia inaccettabile per i lavoratori, e conferma il carattere socialmente iniquo della manovra. “Siamo di fronte ad un accordo che ha come obiettivo di salvare il governo e non il Paese, confermando il suo profilo di inefficacia ai fini dell’obiettivo dello sviluppo. Il Bossi difensore delle pensioni si è arreso – ha notato Damiano - e ancora una volta la previdenza, che è un diritto veramente acquisito, non come quello degli evasori che difende il governo, deve pagare il conto del risanamento del bilancio”.

Fausto Raciti, Segretario nazionale dei Giovani Democratici, e Michele Grimaldi, Responsabile Saperi dei Gd, hanno voluto commentare indignati, in merito alla scelta del Governo Berlusconi di escludere gli anni relativi al percorso di laurea dal conteggio dell’anzianità per la pensione. “Comprendiamo che la Villa di Arcore, scelta come sede per discutere della manovra finanziaria, non fosse certo il luogo ideale per i ricordare al presidente del Consiglio l’importanza di valori quali il sacrificio, l’impegno, la solidarietà, lo studio, l’eguaglianza delle opportunità - hanno dichiarato ironicamente - . Ma la decisione del Governo di far cassa continuando a colpire le giovani generazioni, pur di non colpire i redditi alti e pur di non far pagare chi non ha pagato mai, rappresenta l’ennesima dimostrazione dell’idea sbagliata e pericolosa che le destre hanno del futuro del nostro Paese. Che per il centrodestra poter studiare non fosse un diritto ed uno strumento di mobilità sociale, ma un lusso concesso per censo a pochi privilegiati lo aveva già dimostrato la cosiddetta riforma Gelmini. Con le scelte di queste ore Pdl e Lega decidono anche di punire chi già lo ha fatto”.

I due esponenti dei giovani del Pd hanno concluso sottolineando che “mentre tutti i paesi decidono di investire in formazione, innovazione e ricerca per rilanciare l’economia, il governo decide di perseverare negli errori che hanno portato il nostro Paese alla crisi attuale, che non è frutto del caso ma delle politiche sbagliate di questi anni”.

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domenica, 24 luglio 2011

Civiltà e umanità contro la barbarie, con la Norvegia democratica e tollerante.

 

Lapo Pistelli, Responsabile Esteri e Relazioni Internazionali PD: "I democratici italiani sono al fianco della Norvegia, del suo governo, delle famiglie oggi colpite da un lutto inaccettabile e sono consapevoli che la maturità di questo grande Paese con la sua piccola popolazione consisterà proprio in questo. Nel non accettare il ricatto del terrorismo, nel non chiudersi nel pacifico mondo del Nord, nel continuare a spendersi per un mondo più giusto".

 

La Norvegia è giustamente considerata fra i Paesi più pacifici, civili e aperti al mondo. E alla causa di un mondo migliore si è sempre dedicata con passione, competenza e generosità. Dalle cause globali degli Obiettivi del Millennio allo sviluppo sostenibile, dal conflitto israelo-palestinese alla difesa della libertà politica e religiosa, (per non menzionare l’importante macchina del premio Nobel) i norvegesi, i laburisti lì al governo – nonostante la geopolitica non li obblighi in alcun modo verso latitudini lontane – si sono sempre spesi sulla base del principio di giustizia e di uguaglianza.

Eppure, proprio una società così aperta e gentile ha covato al suo interno un virus oscuro e letale, un incrocio malefico fra una forma di terrorismo fai-da-te, un atto di follia nello stile del massacro di Columbine. Questa violenza assurda colpisce proprio uno dei governi di riferimento del progressismo europeo e un campo estivo con 700 ragazzi, organizzato dal movimento giovanile del partito, al quale in passato hanno partecipato anche i giovani democratici italiani.

Nelle prime ore, e ancora sulla maggior parte dei quotidiani di oggi, campeggiava la pista jihadista. In fondo, basta essersi spesi nella grande coalizione internazionale contro l’Afghanistan di Osama Bin Laden o essersi offerti per proteggere i civili di Bengasi dalla follia di Gheddafi o, peggio ancora, avere creato una società libera e serena che sa sorridere con le proprie vignette anche delle questioni religiose per entrare nel mirino folle di uno dei tanti gruppuscoli della galassia jihadista. E una sigla sconosciuta si era pure affrettata a rivendicare il massacro.

Con il passaggio delle ore, il quadro si è chiarito nella sua forma più tragica: le vittime non erano né 5, ne 15 ma sono salite (ad ora) a 91 per la maggior parte ragazze, adolescenti indifesi. Inoltre il volto del male era quello di un ragazzo di 32 anni, biondo, alto, norvegese, l’immagine più lontana dallo stereotipo allevato in questi anni di lotta globale al terrorismo: un estremista dell’ultradestra, sedicente cristiano, islamofobico, un frutto avvelenato di una stagione politica che ha galoppato sulle paure, sui nervi scoperti delle società ricche, sulle ansie da globalizzazione. Una matrice e un movente che rendono priva di senso la sospensione temporanea di Schengen, una misura figlia della legittima paura del momento.

I democratici italiani sono al fianco della Norvegia, del suo governo, delle famiglie oggi colpite da un lutto inaccettabile e sono consapevoli che la maturità di questo grande Paese con la sua piccola popolazione consisterà proprio in questo. Nel non accettare il ricatto del terrorismo, nel non chiudersi nel pacifico mondo del Nord, nel continuare a spendersi per un mondo più giusto, nell’impegnarsi in conflitti lontani quando sono in gioco i più deboli, nel non barattare una minor libertà con una maggior sicurezza.

Anche se, in questo mondo, chi non riconosce né capisce la libertà e la diversità è sempre pronto a colpire vilmente alle spalle.

 

23 Luglio 2011.

 

 

 

 

 

 

 

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E' uscita la Newsletter n. 7 del 21 Luglio 2011 dedicata alle questioni della manovra economica e del quadro politico.

 

Per leggerla clicca qui sotto:

Newsletter n. 7 del 21 Luglio 2011.pdf

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lunedì, 11 luglio 2011

Le prospettive della logistica. Lunedì 11 Luglio, alle ore 21, allo spazio dibattiti della Festa Democratica ( Rotonda d'Ardenza - Livorno - 7/24 Luglio ).

L'iniziativa sulla logistica.

Clicca qui sotto:

Logistica, 11 Luglio 2011, ore 21.pdf

Il programma generale della Festa Democratica.

Clicca qui sotto:

PROGRAMMA POLITICO Festa Democratica.pdf

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venerdì, 08 luglio 2011

Analisi critica della manovra economica del Governo. Un contributo di Giuseppe Barabino.

 

  Per leggere il testo integrale clicca qui sotto:

 Giuseppe Barabino; manovra per 80 miliardi.pptx

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martedì, 05 luglio 2011

Manovra. Una bomba ad orologeria.

Bersani: “Una manovra finanziaria depressiva e di tagli che abbassa la crescita. Le misure del governo lasciano l'Italia con il cappio al collo". Fassina: “La scelta di affrontare con una genericissima delega la riforma dell'Irpef indica la finalità elettorale del provvedimento”.

 

Una ricetta a dir poco bizzarra è quella che il Consiglio dei ministri ha varato per centrare l'obiettivo del deficit zero nel 2014. Una manovra da 47 miliardi così ripartita: 1,5 miliardi sul 2011, 5,5 nel 2012 e 20 miliardi sui due anni successivi. Insomma un ”regalo” pesantissimo per gli italiani e, soprattutto, per il prossimo governo che a partire dal 2012 non sarà di certo guidato da Silvio Berlusconi, destinato al dimenticatoio dopo i fallimenti degli ultimi 17 anni.

 

Ma la furberia non finisce qui. Dietro alle richiesta di facciata del premier di richiedere la collaborazione da parte delle opposizioni c'è l'ennesima richiesta della fiducia parlamentare che, di fatto, cancella ogni possibile discussione sul testo che non aggiunge nulla per i prossimi, non taglia nessuna tassa (come sbandierava Berlusconi) ma che lascia una dura ipotetica di sacrifici e di impopolarità per il prossimo governo. La fiducia alla Camera è stata calendarizzata per il prossimo 25 luglio.

 

Nel testo della manovra troveranno spazio nuove tasse, poche liberalizzazioni (professioni e orari), tagli alle Regioni, Province e Comuni, accorpamenti di enti, ticket sulla Sanità, allungamento a 65 anni delle pensioni rosa e imprecisate riduzioni ai costi della politica.

 

Insomma si tratta di una “bomba ad orologeria innescata da impreparati. Questo è stato il primo commento del segretario del PD, Pier Luigi Bersani. "Va bene la responsabilità, perché sappiamo cosa vuol dire dover raddrizzare la barca, ma che non ci dicano mangiate questa minestra o saltate la finestra perché noi questa minestra non la mangiamo". Il leader del PD Bersani non ha dubbi: "E' una manovra depressiva e di tagli che abbassa la crescita. Le misure del governo lasciano l'Italia con il cappio al collo".

 

“Non possiamo andare avanti cosi' un altro anno e mezzo nascondendo la polvere sotto il tappeto. Dobbiamo chiedere che questo governo se ne vada” ha concluso Bersani.

 

Per Stefano Fassina, responsabile economico del PD, “la scelta di affrontare con una genericissima delega la riforma dell'Irpef indica la finalità elettorale del provvedimento. Le tre aliquote formali sbandierate da Tremonti non dicono nulla. Per capire quali sono le aliquote effettive, cioè quanto pagherà ciascun contribuente, è necessario conoscere i limiti degli scaglioni e l'importo delle detrazioni. Il Ministro Tremonti può rassicuraci indicando che la sua riforma dell'Irpef avrà un impatto progressivo, ossia migliorerà le condizioni dei redditi bassi e medi? La scelta di abbassare dal 43 al 40% l'ultima aliquota Irpef implica il contrario. In una fase difficilissima per la finanza pubblica e per le condizioni della stragrande maggioranza delle famiglie italiane ogni euro svincolato dall'abbattimento del deficit andrebbe concentrato su chi è in maggiore difficoltà. Tanto più che mentre il Parlamento si intratterrà con un disegno di legge delega che non darà mai origine ai decreti attuativi, il federalismo leghista dispiegherà i suoi effetti con aumenti dell'addizionale comunale all'Irpef, con l'imposta di scopo, con l'imposta di soggiorno, con il raddoppio dell'Ici sui beni strumentali di lavoratori artigiani, commercianti e piccoli imprenditori.“

 

Per Davide Zoggia, responsabile PD Enti Locali, “la manovra affossa definitivamente il federalismo e fa giustizia della propaganda della Lega, che lo ha usato in maniera strumentale. La retorica del partito dei territori si è rivelata una buffonata, non a caso la Lega ha approvato tutte le misure ammazza autonomie volute da questo governo. I tagli di Tremonti prima, e poi il federalismo fiscale e quello municipale, avevano già compromesso il cammino. Oggi con i nuovi tagli contenuti nella manovra abbiamo avuto la conferma definitiva di questo disinteresse. Noi ci batteremo con ogni forza contro chi come questo governo, vede negli enti locali un peso o, nel migliore dei casi, una cassa continua. Gli enti locali sono, invece, una occasione per la crescita del Paese. Anche per questo, domani a Firenze, presenteremo nel corso del convegno “Innovare il Paese. L’Italia intera. Le nostre idee per il federalismo”, le proposte per una vera riforma federale. Quella del governo, ad oggi, possiamo tranquillamente dire che è mai esistita.”

 

“Berlusconi e Tremonti non riescono più a fare la manovra economica in nove minuti e mezzo, un record di cui si sono spesso vantati. L’allungamento dei tempi della discussione all’interno del Consiglio dei ministri, tuttavia, non è di per se un buon segnale per il paese. Ci pare dalle anticipazioni che le misure sono di due tipi: quelle che entreranno in vigore subito, cioè tagli alla spesa, sempre lineari, e stangate, e quelle rinviate ad una futuribile legge delega, come tassazione rendite finanziarie e riforma del fisco. In attesa di conoscere almeno una bozza del provvedimento, per ora di sicuro c’è solo che siamo passati dalla finanza creativa alla finanza dei furbetti. Tutto ci si può chiedere, tranne un atto di responsabilità che si trasformerebbe in un gravissimo danno agli italiani”. Lo ha detto Francesco Boccia, coordina ore delle commissioni Economiche del Gruppo del PD alla Camera.

 

1 Luglio 2011.

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La relazione di Bersani all'ultima Direzione PD di Giugno.

 

 

 

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martedì, 14 giugno 2011

Referendum, superato più che bene il quorum. PD: “Questo voto è una vittoria per tutto il Paese”. Ottimi risultati nella città e nella provincia di Livorno. Ora occorre coerenza con la volontà espressa dai cittadini.

Bersani: "Hanno divorziato dai cittadini e il governo è alla paralisi. Pd pronto alla sfida del voto". Intervista a Pier Luigi Bersani di Goffredo De Marchis - La Repubblica.

 

Segretario Bersani, dopo i successi delle amministrative e dei referendum lei chiede le dimissioni di Berlusconi. Sapendo bene che lui non le darà mai. Non avete un`altra strada da indicare per uscire da questa fase?

 

«Mi fanno una domanda e io rispondo. Chiedete le dimissioni del premier? Sì. Ma vorrei chiarire che non le chiediamo dopo il referendum e il voto nelle città. Il referendum e le amministrative sono successivi a una richiesta che facciamo da un anno e mezzo».

 

ll voto di ieri non cambia niente?

 

«Cambia moltissimo. C`erano un milione di ragioni per mandare a casa il governo prima del referendum. Il voto di ieri ha messo un ulteriore carico di 90 sulla loro crisi. E vedo che emerge una certa consapevolezza: nei commenti che vengono da alcuni leghisti, nei giudizi del Sir, l`agenzia della Cei. E' arrivata con chiarezza la conferma che serve un altro passo, una svolta. Il centrodestra dovrebbe prendere atto di una vicenda che nasce come crisi politica di una maggioranza che non è più quella uscita dalle urne, si trasforma nella paralisi conclamata dell`azione di governo e, dopo i quesiti, dimostra il palese distacco tra opinione pubblica ed esecutivo. Hanno divorziato dai cittadini. Guardando i risultati stavolta no n ho po tuto fare ameno di ridere, per quanto ce l`abbia messa tutta».

 

Dopo le amministrative disse: o riforma elettorale per andare a votare in poche settimane o elezioni anticipate. C`è ancora spazio per la prima ipotesi?

 

«Aveva poche chance prima, ne ha poche adesso. Perché dall`altro lato non c`è ancora nessuno che abbia immaginato un percorso alternativo, che si sia posto l`esigenza di come uscire da questa crisi. Credo sia largamente più probabile un confronto elettorale anticipato. Ma dev`essere sempre certificatala disponibilità del Pd a considerare l`ipotesi di una riforma elettorale».

 

Il suo pessimismo significa che gli incontri con la Lega sono andati male?

 

«La nostra esigenza non è avere diplomazie di alcun genere. Il primo partito del Paese, e noi siamo il primo partito, se dice "questa legge non mi va" deve rispondere alla domanda "quale altra legge vorresti". Questo fa il Pd. Abbiamo una proposta e non l`abbiamo incardinata in Parlamento per aprire un confronto con tutte le forze di opposizione».

 

E ancora valida la parola d`ordine "fuori Berlusconi dopo di che un`altra soluzione, anche dentro il Pdl, va bene", rilanciata da D`Alema?

 

«Penso che un governo che metta mano alla legge elettorale con Berlusconi in maggioranza, cioè con il Pdl, sia praticamente impossibile. Il premier considera il Porcellum la legge migliore del mondo. Come può essere disponibile a modificarla?».

 

Sempre sicuro che per offrire un`alternativa agli elettori non sia utile indicare a breve il leader della coalizione?

 

«Nella direzione del Pd c`è stato un apprezzamento unanime per il percorso che ho disegnato. Dobbiamo inserire nella nostra proposta messaggi che rendano evidente come vogliamo superare Berlusconi: andare anche oltre l`ubriacatura e la malattia. In tutte le democrazie del mondo il processo segue queste tappe: progetto, unità di una coalizione e scelta della leadership. Pensare di premettere il nome di una persona alla chiarezza su progetto e persone che si impegnano intorno ad esso significa rimanere con un piede nell`idea berlusconiana. Che ha provocato molti guai».

 

Il voto di ieri dice qualcosa in più delle urne amministrative?

 

«In più c`è la forza della società civile, di un`opinione pubblica che si esprime su tre questioni specifiche. La prima responsabilità di chi ha dato una mano a questo straordinario movimento è tradurre in politiche positive l`esito del voto. Mettendo nero su bianco un piano energetico, avviando la discussione su una legge che governi il ciclo dell`acqua, insistendo sulle nostre proposte di miglio ram ento del sistema giustizia. L`onda si è rafforzata, è un altro segno di riscossa civica che va oltre il perimetro del centrosinistra. La metà dell`elettorato di centrodestra ha votato i quesiti. Uscire dalla palude è un`esigenza nostra ma anche degli elettori di Berlusconi».

 

Si aspetta sorprese da Pontida?

 

«Puoi stare con uno che vince anche se perdi tu. Puoi stare con uno che perde se vinci tu. Ma se lui perde e tu perdi va avviata una riflessione. A Pontida dovrebbero parlare di questo».

 

Lei chiede le dimissioni del governo, Di Pietro frena. Saprete gestire i successi?

 

«Capisco Di Pietro. Ripeto: le dimissioni le chiedevo un anno fa senza legare l`ora X né al referendum né alle amministrative. Può starci la paura di nuove divisioni a sinistra visti i precedenti. Ma non è questo il caso: abbiamo gestito gli ultimi voti con grande sintonia».

 

Lei si sente un po` Papa straniero perché è un politico atipico. Vuoi dire che un altro leader non avrebbe messo la faccia su un quorum tanto rischioso?

 

«Anche».

 

Ma la sua scuola è antica.

 

«Mi sento atipico nel senso che credo molto poco negli aspetti politicisti. Mi fido di quello che succede nel profondo del Paese, non mi appassiono alle cose di breve periodo. La politica per me si gioca sulla tenuta, non è solo comunicazione. Deve partire dalle ragioni più sentite dai cittadini che sono intelligenti e sanno quando è il momento di cambiare. I vezzi della politica nel piccolo cabotaggio mi impressionano poco».

 

Per scaricare il testo dell'intervista

 

clicca qui

 

 

 

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mercoledì, 08 giugno 2011

Il 12 e 13 Giugno 4 Referendum su acqua, giustizia e nucleare. Perchè occorre partecipare. Il PD propone 4 SI.

 

Per saperne di più

clicca qui sotto

http://beta.partitodemocratico.it/

 

 

 

 

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venerdì, 03 giugno 2011

Logistica e trasporti nell'area livornese. L'incontro del 30.05.11 prosegue Lunedì 6 Giugno, alle ore 21,15, presso la Sede del PD di Livorno ( Via Donnini n.66 ).

 

Programma:

Logistica.doc; incontro del 06.06.2011.pdf

Quaderno sulla logistica; 31.05.2011. doc.pdf

Logistica.doc; incontro del 30.05.pdf

DOCUMENTAZIONE

 

NEWSLETTER N.5 DEL 23 MAGGIO 2011.

 

NEWSLETTER N.6 DEL 27 MAGGIO 2011.

Siti di riferimento:

http://www.prospettivelivornesi.it/

http://ufficiodiprogramma.myblog.it/

 

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mercoledì, 25 maggio 2011

Lunedì 30 Maggio, alle ore 17,15, riunione del PD presso la sede di Livorno ( Via Donnini n. 66 ). LA LOGISTICA COME MOTORE DELLO SVILUPPO dell’area livornese e della regione toscana.

Il programma dei lavori:

Logistica.doc; incontro del 30.05.pdf

 

DOCUMENTAZIONE

NEWSLETTER N.5 DEL 23 MAGGIO 2011.

 

 

 

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martedì, 26 aprile 2011

Approfondimenti teorici e politici sul passato, sul presente e sul futuro della sinistra ( Seminario di Pisa 4/7 Marzo 2011 ).

Dall'archivio web:

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mercoledì, 13 aprile 2011

Martedì 19 Aprile, alle ore 17, presso la Sala delle Conferenze del PD ( Livorno, via Donnini 66 ), Forum sul tema: " I contenuti essenziali della nostra proposta programmatica per la crescita economica, sociale, culturale e civile del nostro territorio "

Per Martedì 19 Aprile, alle ore 17, presso la Sala delle Conferenze del PD ( Livorno, via Donnini n.66 ) è stato convocato il secondo Forum dell'Ufficio di programma per discutere impostazione e contenuti fondamentali della piattaforma programmatica territoriale dei democratici. Tutti coloro che sono interessati alle problematiche in discussione possono partecipare.

Per approfondire:

Forum dell'Ufficio di programma del 19.04.2011.pdf

Prime note per un programma di crescita economica, sociale, culturale e civile del territorio..pdf

Per razionalizzare e socializzare i lavori dell'Ufficio di programma è stato realizzato uno specifico sito web:

http://ufficiodiprogramma.myblog.it/

Nal primo Forum del 18 Marzo è stato indiviuato un primo nucleo dell'Ufficio di programma il quale rimane, comunque aperto, alla partecipazione delle persone disponibili.

Per aderire è sufficiente inviare uno dei seguenti moduli:

Scheda di adesione personale all'Ufficio di programma..pdf

Scheda di adesione personale all'Ufficio di programma..doc

 

lunedì, 04 aprile 2011

http://ufficiodiprogramma.myblog.it/ ... attivato un nuovo Blog per facilitare gli accessi ai lavori e ai documenti prodotti dall'Ufficio di programma del PD di Livorno.

In data 24 Febbraio 2011 ( mediante comunicazione alla Direzione territoriale del PD di Livorno ) è stato costituito l'Ufficio di programma il cui responsabile è Roberto Brilli, membro della stessa Direzione territoriale e già responsabile del Dipartimento economia e lavoro fino al 12 Novembre 2010.

Per facilitare gli accessi ai lavori e ai documenti dell'Ufficio di programma del PD livornese, abbiamo ritenuto opportuno creare un nuovo e specifico Blog esclusivamente dedicato all'attività dello stesso Ufficio di programma.

Tale Blog è integrato nella rete dei Siti e dei Blog che fanno riferimento a " Prospettive livornesi ".

L'indirizzo web di questo nuovo Blog è il seguente:

http://ufficiodiprogramma.myblog.it/

http://ufficiodiprogramma.myblog.it/

http://ufficiodiprogramma.myblog.it/

 

Ringraziamo per l'attenzione e salutiamo tutti i nostri lettori.

Roberto Brilli

 

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lunedì, 21 marzo 2011

Giovedì 24 Marzo, alle ore 17, presso la Sala consiliare della Provincia di Livorno, Incontro Dibattito sulla sfida del federalismo. Partecipa il sen. Giuliano Barbolini della commissione bicamerale.

Leggi qui sotto il programma:

Iniziativa sul federalismo del 24.03.2011.pdf

Documenti afferenti la materia in discussione:

Riforma delle Autonomie locali

2010_1008_09_PD_AssNaz_doc_autonomie_62681.pdf

Riforma della Pubblica amministrazione

2011_0204_05_PD_AssNaz_doc_PUBBLICA_AMMINISTRAZIONE_99001...

Federalismo fiscale

documenti_federalismo_municipale_89981.pdf

 

12:13 Scritto da: prospliv in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

venerdì, 18 marzo 2011

Venerdì 18 Marzo 2011, alle ore 17, presso la Sala delle conferenze del PD di Livorno, Forum promosso dall'Ufficio di programma.

In progress inseriamo qui sotto i documenti disponibili.

Per aprirli è sufficiente cliccare.

Testo di convocazione del Forum del 18 Marzo

Forum dell'Ufficio di programma del 18.03.2011.pdf

Funzioni dell’Ufficio di programma e primo schema

per un piano di lavoro

 

Funzioni e piano di lavoro dell'Ufficio di programma.pdf

 

 

Scheda di adesione personale all'Ufficio di programma

Scheda di adesione personale all'Ufficio di programma..doc 

Scheda di adesione personale all'Ufficio di programma..pdf

Documento del 14 Marzo 2011.“ Prime note per una proposta programmatica per la crescita economica, sociale, culturale e civile del  nostro territorio “.

Prime note per un programma di crescita economica, sociale, culturale e civile del territorio..pdf

 

 

 

01:34 Scritto da: prospliv in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

venerdì, 04 febbraio 2011

Berlusconi deve andarsene. Subito. Dopo gli scandali e le inchieste giudiziarie la situazione è diventata insostenibile. 10 milioni di firme per mandarlo via.

10 milioni di firme

per mandare a casa Berlusconi.

Dal primo di febbraio organizzeremo migliaia di iniziative per raccogliere 10 milioni di firme su un testo che dice semplicemente  " Berlusconi dimettiti ".

 

Testo dell’appello.

 

"Presidente Berlusconi, lei ha disonorato l'Italia agli occhi del mondo, non ha più la credibilità per chiedere agli italiani un impegno per il cambiamento e con la sua in capacità a governare sta facendo fare al paese solo passi indietro.

 

Lei dunque se ne deve andare via. L'Italia ha bisogno di guardare oltre, per affrontare finalmente i suoi problemi: la crescita, il lavoro, un fisco giusto, una scuola che funzioni, una democrazia sana.

 

Noi dobbiamo dare una prospettiva di futuro ai giovani. Con la sua incapacità a governare e con l'impaccio dei suoi interessi personali lei è diventato un ostacolo alla riscossa dell'Italia. Per questo presidente Berlusconi lei si deve dimettere.

 

L'Italia ce la può fare, dispone di energie e di risorse positive. E' ora di unire tutti coloro che vogliono cambiare. E' ora di lavorare tutti insieme per un futuro migliore.

 

Firma per cambiare l'Italia ".

 

Scarica l'allegato: BERLUSCONI DIMETTITI

http://beta.partitodemocratico.it/

 

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giovedì, 23 dicembre 2010

Gli studenti vanno avanti. Isolando la violenza. L'unico loro interlocutore istituzionale è il Presidente Napolitano.

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lunedì, 13 dicembre 2010

Grande riuscita della manifestazione nazionale del PD a Roma. Piazza S. Giovanni piena. La partecipazione di Livorno.

 

 


Immagini

 

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